I NOSTRI PROGETTI DI RICERCA SONO AL NASTRO DI PARTENZA.OBIETTIVO PRINCIPALE: LA RELAZIONE FRA GUSTO E RESA PER ETTARO DEI VEGETALI E ALIMENTAZIONE DEGLI ANIMALI PER CARNE, LATTE E UOVA. E IL RUOLO DEI POLIFENOLI

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LA “VIA CRUCIS” E’ TERMINATA? (Prima parte)

Quella religiosa certamente!

Ma qui, invece, ci riferiamo a quella che, sempre, deve intraprendere il malaugurato che si rivolge all’Ente pubblico per chiedere le agevolazioni messe a sua disposizione per ciò che gli necessita.

In tal senso possiamo agevolmente affermare che, per noi del , si è, forse, conclusa la prima “stazione”: quella che porta alla costituzione dell’ATS, ossia dell’Associazione Temporanea di Scopo.

Del “quintetto” di Gruppi Operativi (GO) che, promossi da Anfosc, – che poi lo hanno scelto come IB  cioè Innavation Broker- 2, ossia e Nobili Cilentani di cui abbiamo già dato notizia in questo blog, la “prima stazione” si è conclusa mesi addietro.

E’ di questi giorni, invece, la conclusione delle altre 3 di cui vogliamo darvi notizia specificando che esse hanno risposto al bando del GAL Irpinia-Sannio, -nell’ambito della Misura 16, cooperazione, sottomisura 16.1, Azione 2- emanato a settembre 2019, in base al quale i rispettivi GO hanno presentato un Piano di Azione  che la Commissione, sia Provinciale che Regionale, ha ritenuto meritevole di accoglimento e incluso nella graduatoria dei 10 progetti finanziati dal GAL al 100%.

Cominciamo dalla prima trilogia.

“NOBILFRUTTA”: è un’ATS che nasce da un GO formato dall’azienda “Antico Castello di Francesco Romano srl” , che si pone come Capofila supportato da IB Anfosc, e dalle agricole COPPOLA GERARDO TEODORO e NITTOLO DIEGO IMMACOLATO. Le prime due hanno sede a S. Mango sul Calore e la terza a Grottolella.

L’organismo scientifico che ne fa parte è il CREACentro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura (OFA) di Caserta.

Conosciamo però le Aziende Agricole.

1- Antico Castello è un’azienda agricola legata alle Terre di Irpinia, con sede a San Mango sul Calore (AV), di proprietà dei fratelli Francesco e Chiara Romano: giovane ingegnere lui e laureata in economia lei,  hanno scelto con affetto e coraggio di inserirsi nella realtà agricola di famiglia e quindi di dar seguito, con continuità generazionale, agli sforzi già profusi dai genitori ma con innovata passione e impegno. L’azienda in oggetto si estende per una superficie complessiva di circa Ha 22, in cui gli indirizzi prevalenti sono di tipo vitivinicolo e frutticolo, dove i fichi di San Mango, coltivati in regime di agricoltura biologica, rappresentano il fiore all’occhiello della produzione.

Antico Castello, nonostante la sua costituzione abbastanza recente nella forma societaria gestita dai due giovani titolari e le sue contenute dimensioni, ha colto immediatamente l’importanza di un processo di internazionalizzazione, conseguendo in breve tempo risultati notevoli.

2- L’azienda COPPOLA GERARDO TEODORO è stata fondata nel Marzo 2017 a San Mango sul Calore (AV), ed è lo stesso titolare ad esercitare il ruolo di coltivatore diretto conducendo l’azienda in prima persona, avendo acquisito le competenze necessarie grazie al suo percorso di studi che lo ha portato al conseguimento del diploma di perito agrario presso l’istituto tecnico agrario di Avellino. Il giovane Coppola ha originariamente preso in fitto terreni con varie colture, da un piccolo vigneto ad un uliveto, da un noccioleto ad un castagneto, finendo poi inevitabilmente per specializzarsi nel ficheto, stante la presenza sul territorio della varietà autoctona “Fichi rossi di San Mango”.

L’azienda lavora nutrendo un profondo rispetto per la natura e tutto ciò che la circonda in quanto conduce tutti i propri fondi in regime di agricoltura biologica, ed è certificata dall’ente Valoritalia srl.

3- L’azienda Diego Immacolato Nittolo, al pari di Coppola e dei fratelli Romano, è anch’essa condotta da un giovane che ha deciso di investire nel proprio territorio (Grottolella, AV), coltivando in maniera intensiva una varietà di locale, la mela “bianca di Grottolella” altrimenti conosciuta come mela “Renetta Champagne”, la quale, per le caratteristiche organolettiche e per la serbevolezza del prodotto, che è conseguenza del clima, delle caratteristiche podologiche e dell’esposizione dei terreni dove si è diffusa a partire dal ‘700, può certamente essere considerato prodotto tipico e come tale merita assolutamente di essere inserito in un progetto di valorizzazione e promozione quale quello in oggetto.

IL PROGETTO E LE SUE FINALITA’

Il progetto che il GO, dopo varie discussioni e approfondimenti fra i partners, coordinati dal dr. Rubino, che ne è anche il Responsabile Tecnico Scientifico (RTS), ha predisposto e presentato all’approvazione, s’intitola “implementazione e studio del Metodo Nobile su alcuni frutti: mela e fico”; esso si è posto al secondo posto della graduatoria con 90 punti e una dotazione finanziaria di € 183.974,85.

Il progetto nasce dalla volontà e dall’esigenza di studiare e sperimentare la diversificazione produttiva di 2 colture frutticole diffuse sul territorio Irpino, ovvero la mela di Grottolella e i fichi di San Mango sul Calore, adottando il Metodo Nobile®. Infatti, le 3 aziende agricole coinvolte sono produttrici, rispettivamente, di fichi (2 aziende) e di (1 azienda). Si tratta di aziende agricole di piccole dimensioni ma già inserite nel contesto economico locale, che hanno manifestato la volontà di approfondire le questioni legate alla possibile diversificazione della produzione in base alla modifica delle condizioni (agricole) rispetto al contorno.

Infatti, sono innumerevoli i parametri che condizionano le produzioni agricole di entrambe le tipologie di frutta, e il progetto nasce proprio dalla volontà di studiare parte delle possibili combinazioni di fattori che possono influenzare in maniera significativa la produzione sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Il progetto dunque si prefiggerà l’obiettivo sia di supportare le aziende nelle scelte agronomiche che verranno intraprese accompagnandole in tutte le fasi, dalla produzione in campo alla trasformazione (di parte) del prodotto fresco, dalla scelta dei parametri agronomici da modificare ed analizzare alla valutazione compiuta di essi con finalità scientifiche, sia di divulgare opportunamente e diffusamente i risultati ottenuti in modo da renderli utili per chiunque sia coinvolto nel settore e voglia usufruire dei dati raccolti ed elaborati.

Verranno pertanto analizzati lotti di produzioni agricole diverse, realizzate in contesti geografici limitrofi ove verranno variate le condizioni agronomiche/produttive al fine di valutare la diversità dei risultati attesi, per concludere con una valutazione dei prodotti trasformati in base alle differenti condizioni iniziali.

Quest’ultimo aspetto è di fondamentale importanza per avvalorare la bontà dello studio, in quanto è evidente come, dal punto di vista economico, il valore aggiunto generato dalla trasformazione del prodotto fresco apra degli scenari economici e commerciali molto più ampi per le aziende coinvolte, consentendo loro di valorizzare sempre più le loro produzioni massimizzandone contestualmente gli introiti.

Ciascuna azienda, dunque, metterà a disposizione del progetto superfici che verranno coltivate con metodi estensivi e intensivi. Le produzioni, la materia prima cioè, verranno analizzate e valutate dall’organismo scientifico che ne ricercherà le variazioni chimiche, il loro peso, specie in termini di . I prodotti della trasformazione derivanti da questi “estremi” di coltivazione verranno valutati da specifici pannel degustativi che ne determineranno le organolettiche in terminio di , sapore, flavour, ecc.

to be continued….