CRISI DEL LATTE | CONSUMATORI UNITEVI

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Consumatori unitevi

Il settore latte è troppo debole per uscire dalla crisi. Consumatori di tutto il mondo unitevi e chiedete diversità non omologazione. Il latte va pagato a qualità.

Siamo ormai in piena crisi del latte e il tavolo verde del Mipaf ha preso delle decisioni importanti per allentare la morsa.

Fra gli altri, lo Stato ha messo a disposizione 6 milioni di euro per acquistare latte fresco da distribuire alle persone indigenti.

Mi rendo conto che la febbre va abbassata e la Tachipirina è d’uopo.

Ma perché nessuno pensa al futuro? Ci comportiamo, si comportano come se, finito il Coronavirus, tutto dovesse ritornare come prima.

E se così non fosse? Come non sarà.

Possibile che il mondo agricolo non faccia uno sforzo per immaginare un futuro diverso, un modello che possa permettere al settore di non stare sempre con il cappello in mano?

Per esempio, di quei sei milioni di euro non se ne potevano destinare un centinaio per avviare, sondare, qualcosa di diverso?

Dove e a chi? Dipende dall’analisi che si fa della crisi.

Per me il problema, verrebbe da dire la madre di tutti i problemi, è la miscela, il prezzo unico del latte che fa sì che tutti siano portati a pensare che il latte sia uguale.

Bisogna andare nella direzione opposta: pagare il latte in funzione della qualità.

Quindi, quei soldi non andrebbero destinati ai produttori, bensì ai caseifici, a quei caseifici che accettano la sfida e incominciano a pagare il latte in funzione della qualità.

Ma forse i caseifici sono troppo deboli e allora è venuto il momento per i consumatori di scendere in campo.

Vogliamo scegliere il livello qualitativo delle mozzarelle, del Parmigiano, del Gorgonzola, dei formaggi in genere. Tutti uguali, tutti con lo stesso prezzo.

Insomma: consumatori di tutto il mondo unitevi, uno spettro si aggira per l’Europa: il prezzo unico, il comunismo.

Vogliamo la democrazia, vogliamo poter scegliere, vogliamo prezzi diversi!